lunedì 20 giugno 2016

Convegno "La tutela del consumatore/danneggiato nell'ambito della libertà contrattuale e del diritto alla salute"

Si è tenuto il 10 giugno scorso a Padova il convegno organizzato da Studio Blu, Unarca e Mediacampus dal titolo "La tutela del consumatore/danneggiato nell'ambito della libertà contrattuale e del diritto alla salute" (in allegato la locandina). Un appuntamento aperto a tutti, in particolare ad avvocati, patrocinatori, medici legali e assicuratori, che ha visto la presenza di relatori di prim'ordine riuniti per approfondire tematiche inerenti al mondo assicurativo e al risarcimento del danno con particolare riguardo al delicato rapporto tra la compagnia e l'assicurato nella fase negoziale e tra compagnia e danneggiato nel contesto risarcitorio. Dopo il messaggio di benvenuto di Massimo Quezel, fondatore e presidente di Studio Blu e autore del successo editoriale "Assicurazione a delinquere" edito da Chiarelettere, di fronte ad un pubblico composto anche dai professionisti appartenenti al network Studio Blu, che con l'occasione celebrava il XVI Meeting Nazionale, si sono confrontati durante la mattinata l'avv. Andrea Pusceddu, vicepresidente diFederconsumatori e responsabile nell'associazione del settore assicurazioni, l'avv. Paolo Mariotti del foro di Milano, membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana del Diritto Assicurativo per la regione Lombardia e autore di numerose pubblicazioni in materia di responsabilità professionale e di risarcimento del danno, e l'avv. Massimo Palisi del foro di Padova, già membro del gruppo studio in materia assicurativa del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti e del gruppo di studio istituito presso l'ANIA per l'emanazione del nuovo Codice delle Assicurazioni. Il confronto tra i relatori e il pubblico ha permesso di approfondire gli aspetti più delicati del rapporto tra il consumatore e l'impresa di assicurazioni, analizzando in particolare l'assoluta necessità di una maggiore consapevolezza da parte dell'assicurato delle clausole contrattuali riguardanti soprattutto le polizze RC Auto. Con particolare riguardo a questo aspetto è intervenuto anche Alberto Mauri, amministratore delegato di Bartolini e Mauri Assicuratori, agenzia plurimandataria che opera in tutta Italia. In chiusura di mattinata è intervenuto anche il Senatore della Repubblica Sergio Puglia, che in Parlamento è impegnato, tra l'altro, in iniziative a tutela degli automobilisti per una maggiore tutela dei loro diritti, sia nelle vesti di consumatori che di danneggiati. Nel pomeriggio, dopo un interessante approfondimento del perito di Padova Alessandro Peraro riguardante la tecnologia e le problematiche inerenti l'utilizzo della cosiddetta "scatola nera" negli autoveicoli, il focus è passato ad argomenti di carattere medico legale, approfonditi dall'avv. Dario Mastria del foro di Milano, socio fondatore e consigliere di Unarca (Unione Nazionale Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa), dal dott. Enrico Pedoja, medico legale coordinatore della Società Medico Legale del Triveneto e autore di numerose pubblicazioni in materia medico giuridica e relatore in convegni a livello nazionale in tema di valutazione del danno alla persona, e dalladottoressa Gloria Luigia Castellani, medico legale e consulente di direzione di vari gruppi assicurativi, responsabile della segreteria scientifica delle nuove linee guida per la valutazione medico legale del danno alla persona in ambito civilistico. Il vivace confronto con il pubblico ha consentito di approfondire i diversi approcci alla materia, evidentemente complessa e ricca di sfaccettature. In chiusura è intervenuto l'avv. Andrea Dondè del foro di Milano, penalista, con il quale è stata approfondita la nuova disciplina in materia di lesioni e omicidio stradale. Una giornata senz'altro ricca di contenuti, che ha permesso un confronto dialettico certamente utile, costruttivo e propositivo. Una iniziativa alla quale faranno certamente seguito ulteriori appuntamenti nei mesi a venire.

Arriva (finalmente) il "cervellone" dell'IVASS

Archivio integrato antifrode (AIA). E' questo il nome del super database informativo dell’IVASS, messo a punto per contrastare le frodi assicurative. Il nuovo regolamento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 134, del 10 giugno 2016.
L'elenco sarà costantemente aggiornato con il contributo delle stesse compagnie, che forniranno i dati relativi alle posizioni aperte entro sette giorni dal ricevimento della richiesta di risarcimento. In particolare indicheranno tutti gli elementi identificativi del sinistro, testimoni, danneggiati, contraenti, proprietari e conducenti dei veicoli coinvolti. Inoltre indicheranno gli elementi identificativi dei veicoli nonchè i riferimenti dei professionisti incaricati in relazione al sinistro, le autofficine coinvolte, le autorità e i presidi di pronto soccorso intervenuti. Saranno oggetto di censimento anche gli elementi di valutazione del danno alle cose o alle persone (parti danneggiate, sedi delle lesioni fisiche) ed inoltre ogni riferimento sui pagamenti per danni a cose e persone determinati dal sinistro.
Tutti questi dati finiranno nel "cervellone" dell'IVASS, che si preoccuperà di catalogarli ed analizzarli al fine di individuare i casi di sospetta frode attuando un meccanismo di allerta preventiva.
Il regolamento si applica:

a) alle imprese di assicurazione italiane autorizzate all'esercizio nel territorio della Repubblica dell'attività assicurativa nel ramo dell'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, anche qualora agiscano in veste di imprese designate per la liquidazione dei danni a carico del Fondo di garanzia per le vittime della strada;

b) alle imprese dell'Unione europea ed a quelle aderenti allo Spazio economico europeo abilitate all'esercizio nel territorio della Repubblica dell'attività assicurativa nel ramo dell'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore in regime di libertà di prestazione di servizi o in regime di stabilimento (art. 3).

Il regolamento stabilisce, inoltre, chi ha diritto alla consultazione del database:

a) le imprese di assicurazione, la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A. (CONSAP), l'Ufficio Centrale Italiano (UCI) e gli altri soggetti aventi diritto, consultano le banche dati esclusivamente per le finalità di cui all'art. 4, comma 1 del presente Regolamento, e precisamente "al fine di agevolare la prevenzione e il contrasto di comportamenti  fraudolenti nel settore dell'assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore".

b) i soggetti terzi, consultano le banche dati esclusivamente per le finalità previste dalla legge che li ammette alla consultazione. La tipologia dei dati accessibili e le modalità tecniche di consultazione dovranno essere stabilite mediante specifiche convenzioni con l'IVASS.

lunedì 2 maggio 2016

Malasanità a Catania e a Lucca: due casi che devono farci riflettere

Si aprirà il prossimo 25 maggio il dibattimento davanti al Tribunale di Catania relativo al caso di una donna che il 20 novembre del 2013 subì un intervento chirurgico al legamento crociato del ginocchio sinistro invece che al ginocchio destro, subendo una inutile asportazione del tendine di cinque centimetri, con conseguente menomazione fisica permanente.
Secondo il pm a capo dell'inchiesta i due chirurghi rinviati a giudizio per lesioni aggravate, che pur respingono ogni accusa, avrebbero commesso il grossolano errore per imperizia e negligenza.
Altra storia. Pochi giorni fa un paziente si è sottoposto ad un delicato intervento di asportazione tumorale al rene destro presso l'ospedale di Lucca, ma gli è stato asportato il rene sinistro. Quello sano. Pare che l'errore sia da imputarsi all'errata indicazione da parte del radiologo e all'omissione di un esame routinario che si esegue proprio per evitare questi fatali errori. Le indagini sono in corso, ma le responsabilità sembrano essere già chiare.
Sono notizie incredibili, paradossali, assurde. Eppure tristemente vere, che ci fanno indignare perché è assolutamente inaccettabile che, in tutta risposta a legittime richieste di prestazioni sanitarie, chi rimane vittima di questi episodi si ritrovi non solo a non vedere risolto il proprio problema, ma anche a convivere con nuove e gravi conseguenze invalidanti per una mera disattenzione o leggerezza.
Ma i pazienti non sono le uniche vittime. Ne esce con le ossa rotte anche la credibilità di un sistema sanitario, quello italiano, che secondo la multinazionale Bloomberg è primo in Europa per efficienza e terzo nel mondo, e che pochi giorni fa l'avversario di Hillary Clinton alle primarie democratiche 2016 degli Stati Uniti, Bernie Sanders, non ha esitato a definire come un modello da seguire anche oltreoceano.
Non dimentichiamo che, secondo dati dell’Istituto Superiore di Sanità diffusi dal Ministero della Salute pochi anni fa, l'Italia è il paese europeo dove è più alta la percentuale di successo degli interventi di trapianto di organi. Sulla carta, quindi, il nostro sistema sanitario nazionale costituisce, o dovrebbe costituire, una eccellenza. Appare quindi ancora più grave ed inaccettabile che casi come quelli di Lucca e Catania continuino a succedere con una così preoccupante frequenza.
Tutto questo quando siamo ormai prossimi all'approvazione del disegno di legge Gelli, che dovrebbe riformare la materia della responsabilità professionale medica introducendo importanti novità sia dal punto di vista penale, in quanto il medico non sarà più responsabile neppure per colpa grave se rispetta le "linee guida" (criteri operativi stabiliti da società scientifiche accreditate presso il ministero della Salute e approvati dell’Istituto superiore di Sanità), che dal punto di vista civile, con la definitiva affermazione della responsabilità extracontrattuale e il conseguente onere della prova posto a carico del paziente.
Un disegno di legge che sta facendo molto discutere. Se da una parte è vero che si assiste ad un costante e preoccupante aumento del ricorso alla cosiddetta "medicina difensiva" da parte dei professionisti in campo medico, che per difendersi da eventuali richieste di risarcimento per malpractice prescrivono esami superflui o mettono in atto misure diagnostiche e terapeutiche non strettamente necessarie arrivando fino a rifiutarsi di curare od operare il paziente pur di evitare qualunque tipo di conseguenza sul piano civile o penale, dall'altra uno stravolgimento così importante in materia di responsabilità professionale medica comporterà soprattutto una maggiore difficoltà per la parte debole, ovvero chi rimane vittima dei casi di malasanità, ad ottenere un risarcimento. Attualmente, infatti, è il medico a dover provare di aver agito in maniera ineccepibile qualora venga avanzata una richiesta di risarcimento per un sospetto caso di malasanità, ma da domani potrebbe essere richiesto esclusivamente al paziente di dare prova dell'imprudenza o imperizia del curante, necessariamente avvalendosi di costose perizie e quindi, di fatto, costringendo molti danneggiati a rinunciare ad esercitare il proprio diritto ad essere risarciti.
Siamo sicuri che blindare l'operato dei medici dalle richieste di risarcimento permetterà agli ospedali di lavorare con maggiore serenità e di evitare che casi come quello di Catania o di Lucca possano ripetersi? Staremo a vedere.

Massimo Quezel

venerdì 29 aprile 2016

Studio Blu incontra il Movimento 5 Stelle

Il senatore Sergio Puglia (a sinistra),
Massimo Quezel (al centro) e il
deputato Roberto Fico.
Lo scorso 26 aprile si è tenuto a Roma, presso la sala Tatarella all'interno del Palazzo dei Gruppi Parlamentari, uno storico e inedito incontro: per la prima volta un gruppo di professionisti operanti nel settore del risarcimento del danno sono stati ricevuti da una rappresentanza di senatori e deputati del Movimento 5 Stelle per un confronto sui temi più problematici che riguardano il settore assicurativo.
Massimo Quezel, fondatore e presidente del network di professionisti esperti in risarcimento del danno "Studio Blu", ha presentato al deputato Roberto Fico, Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, e al senatore Sergio Puglia, promotore tra l'altro di un Disegno di Legge in materia RCAuto, il suo libro inchiesta "Assicurazione a delinquere". Insieme a Quezel era presente una delegazione di consulenti in infortunistica provenienti da varie zone d'Italia.
Sono stati approfondite, in particolare, le nuove norme contenute nel ddl Concorrenza riguardanti il settore assicurativo, attualmente in discussione presso il Senato, e le ripercussioni che potranno verificarsi nei confronti dei danneggiati e degli assicurati in caso di approvazione. Assai problematica appare la questione riguardante la tanto discussa tabella unica nazionale per i danni di non lieve entità che, qualora venisse emanata secondo le indicazioni contenute nel disegno di legge, comporterebbe un taglio drastico dei risarcimenti per i danni più gravi. Dubbi anche sulle nuove regole per l'acquisizione dei testimoni in caso di inistri stradali con soli danni a cose (il danneggiato dovrà necessariamente indicarli nella denuncia di sinistro e non potrà indicarli successivamente, mentre per le compagnie di assicurazione sono invece previsti termini più ampi) e sul valore di piena prova dei dati registrati dalla cosiddetta "scatola nera", che, seppure il dispositivo fosse presente in uno solo dei veicoli coinvolti in un sinistro, avranno effetto vincolante anche per gli altri veicoli coinvolti.
Altre perplessità suscitano i continui tentativi da parte del Legislatore di far approvare norme che mirano ad incentivare l'accettazione da parte degli assicurati di clausole come il divieto di cessione del credito al carrozziere o l'obbligo a rivolgersi presso carrozzerie convenzionate con le stesse compagnie. Su questo nodo cruciale si è espresso anche un affiliato Studio Blu di Frosinone che svolge anche l'attività di autoriparatore. Per quanto tale pericolo sia stato scongiurato nel ddl Concorrenza grazie all'approvazione di alcuni emendamenti durante la discussione alla Camera, è evidente la pressione da parte della lobby assicurativa per controllare, di fatto, il settore delle autoriparazioni, con ripercussioni negative non soltanto sul fronte della concorrenza nel mercato, ma anche sulla sicurezza dei veicoli circolanti. Inevitabilmente, infatti, la qualità del lavoro finale eseguito da parte di carrozzerie che diventano a tutti gli effetti terzisti per le imprese di assicurazione risente pesantemente di imposizioni atte a risparmiare sul costo di manodopera e dei ricambi riducendo al minimo i tempari ed i costi orari, arrivando addirittura a prevedere la fornitura da parte delle stesse compagnie di ricambi di dubbia provenienza. Tutto questo a fronte di promesse di "sconti" sul premio assicurativo assolutamente irrilevanti.
L'incontro ha costituito un primo passo di quello che, ci si augura, potrà diventare un filo diretto costante per un confronto costruttivo e duraturo nel tempo. In una materia così complessa, infatti, la testimonianza degli operatori di settore che ogni giorno si trovano a combattere lo strapotere economico e mediatico delle compagnie di assicurazione costituisce una risorsa preziosissima per comprendere fino in fondo le reali problematiche del settore, al fine di informare i cittadini in maniera completa e partecipare ad una produzione normativa che consenta una maggiore tutela delle persone che, direttamente o indirettamente, sono costretti non solo a convivere con le conseguenze spesso drammatiche dei sinistri subiti, ma anche a cercare di contrastare lo strapotere delle imprese di assicurazioni.

venerdì 15 aprile 2016

Le spese per l'assistenza stragiudiziale vanno riconosciute

In materia di risarcimento diretto dei danni relativi alla circolazione stradale, l’art. 9, comma 2, del d.P.R. n. 254/2006 (emanato in attuazione dell’art. 150 del d. lgs. n. 209/2005), recita quanto segue:

2. Nel caso in cui la somma offerta dall’impresa di assicurazione sia accettata dal danneggiato, sugli importi corrisposti non sono dovuti compensi per la consulenza o assistenza professionale di cui si sia avvalso il danneggiato diversa da quella medico-legale per i danni alla persona.

Tale norma essere interpretata nel senso che sono comunque dovute le spese connesse all’attività di assistenza legale del professionista, sostenute dalla vittima, «perché il sinistro presentava particolari problemi giuridici, ovvero quando essa non abbia ricevuto la dovuta assistenza tecnica e informativa dal proprio assicuratore».
L'articolo 9, dunque, non deve essere interpretato come se escludesse sempre, in caso di indennizzo diretto, il rimborso per le spese di assistenza legale. Se così fosse, infatti, la norma violerebbe l'articolo 24 della Costituzione (diritto alla difesa).
E' quanto emerge dalla sentenza n. 3266 della Corte di Cassazione, Sezione III Civile, depositata il 19 febbraio 2016, che conferma l'orientamento della stessa già espresso con la sentenza n. 11154/2015.

venerdì 18 marzo 2016

Danno patrimoniale da responsabilità medica e stato patologico preesistente

Vi presentiamo una interessante sentenza della Corte di Cassazione, riguardante il caso di un bambino affetto da sindrome di Down reso invalido al 100% a seguito di una errata manovra compiuta dal personale medico durante il parto, che ha determinato gravi danni neurologici.
La Corte di Cassazione specifica che se la causa riferibile al comportamento umano risulta essere autonomamente idonea a determinare una conseguenza lesiva non si potrà considerarla concausa unitamente ad uno stato patologico preesistente del danneggiato.
I genitori del neonato, dopo aver citato in giudizio la struttura medica, venivano risarciti ma, a seguito di impugnazione presso la Corte d'Appello, la somma liquidata veniva ridotta in quanto il tribunale riteneva di utilizzare come criterio di calcolo il "triplo della pensione sociale" in luogo del "reddito nazionale medio" in quanto si era considerato che la capacità reddituale del bambino non sarebbe mai stata assimilabile ad un livello "medio nazionale" poichè l'essere affetto dalla sindrome di Down non gli avrebbero in ogni caso permesso di raggiungere tale reddito. Inoltre il tribunale riteneva che l'errata manovra medica fosse soltanto una concausa dello stato di invalidità del piccolo, concorrente con la sindrome di Down, riducendo quindi del 50% l'importo risarcibile.
"Nel caso di specie - precisava il tribunale - il bimbo ha subito una invalidità permanente del 100% grazie al concorrere di due cause”, ossia la “non corretta gestione del travaglio” e quella “attribuibile solo a fattori naturali: la sindrome di Down”, che preesisteva alla causa di origine umana.
Proposto ricorso per Cassazione, la III Sezione della Corte Suprema, con sentenza n. 3893 del 29 febbraio 2016 (allegata alla presente email), ha mostrato di non condividere gli assunti posti a base della pronuncia impugnata, cassandola con rinvio.
La Cassazione ha infatti osservato che la verifica sull’attitudine della causa umana a generare da sola il danno si impone in via prioritaria. L'accertamento del nesso di causalità, quindi, resta fondamentale per la determinazione del danno risarcibile e la quantificazione del risarcimento spettante al danneggiato.
Se da tale accertamento dovesse emergere che la condotta colposa del medico avesse assunto, nel caso specifico, rilievo di causa del danno indipendentemente dall'originaria sindrome di Down, e quindi si rivelasse causa autonomamente idonea a determinare l'invalidità permanente al 100% del minore, ne conseguirà la totale responsabilità del medico e la piena risarcibilità del danno.


lunedì 1 febbraio 2016

"ASSICURAZIONE A DELINQUERE" il libro Massimo Quezel in tutte le librerie dal 26 febbraio

Uscirà il prossimo 26 febbraio per la casa editrice Chiarelettere di Milano il libro "ASSICURAZIONE A DELINQUERE" (pp. 160, 14 euro), scritto da Massimo Quezel, fondatore e presidente del franchising network Studio Blu.

È LA PRIMA VOLTA CHE UN EX MANAGER ASSICURATIVO, OGGI TRA I PIÙ AFFERMATI ESPERTI D’INFORTUNISTICA IN ITALIA, RACCONTA TUTTO: segreti, trucchi, bugie di una lobby potentissima. Un business gigantesco costruito sulla pelle delle persone. Con questa testimonianza dall’interno che lascia sgomenti, Massimo Quezel rompe finalmente il silenzio assordante prodotto da un’informazione falsa e paludata, imbastita a suon di campagne pubblicitarie milionarie.

LA VERITÀ È UN’ALTRA. Otto volte su dieci le compagnie non riconoscono il giusto risarcimento. I costi delle polizze sono i più cari d’Europa perché devono anche coprire inefficienze e comportamenti scorretti delle assicurazioni. Esiste un ente di vigilanza che ogni anno commina multe per milioni di euro alle compagnie. Il mantra delle assicurazioni è “il miglior guadagno è il risparmio”. Peccato che dietro quel risparmio ci siano persone vittime di gravi incidenti stradali, pazienti costretti a convivere con lesioni permanenti a causa di trattamenti sanitari errati e molto altro.
Dopo vent’anni di esperienza sul campo, Quezel mette a disposizione del lettore un patrimonio unico di conoscenze, casi e storie, svela i dieci comandamenti da osservare per non essere fregati, racconta le trattative che ha affrontato e le battaglie che ha combattuto.

QUESTO LIBRO È UNO STRUMENTO UNICO e imprescindibile per difendersi da trucchi e abusi.

MASSIMO QUEZEL, imprenditore padovano, nel 1997 è coinvolto in un incidente stradale grave. Dopo aver vissuto in prima persona l’ostilità e i ricatti della compagnia assicurativa chiamata a risarcirlo, ha dedicato anni allo studio e alla formazione nell’ambito dell’infortunistica con l’obiettivo di fare da controcanto solido e professionale allo strapotere delle assicurazioni. È stato pioniere in Italia nel settore dell’infortunistica. A partire dal 2001 ha costruito un network di agenzie il cui obiettivo è tutelare i diritti dei danneggiati e lottare per ottenere il giusto risarcimento.